Karrol Nano è un artista emergente che si distingue per autenticità e sensibilità. Con Capeta e BELLA, porta al pubblico due mondi diversi: la curiosità esplosiva dell’infanzia e la lotta quotidiana tra carattere e realtà. In questa intervista, ci racconta la sua visione della musica e della vita.

Intervista a Karrol Nano

1. Capeta è appena uscito: cosa rappresenta per te rispetto a BELLA?


Capeta rappresenta l’esplosiva curiosità di un bambino pieno di suoni e di idee, è biografico, mentre BELLA invece è una guerra sia interna che esterna tra il carattere del rapper e la sua vita di tutti i giorni.

2. Il singolo da Fastidio ha un titolo molto diretto. Cosa “dà fastidio” oggi nella scena e nella società italiana?


Nella scena non lo so siccome non ne faccio parte ma sono un gran ascoltatore, nella società italiana invece generalmente in tutti gli ambiti spesso può essere il dover dare spazio ai giovani.

3. Come vedi la discografia italiana attuale?


Della discografia allo stesso tempo non vivendo la situazione non posso esprimermi, penso che un salto avanti potrebbe essere un passo indietro, ossia, tornare a pensare ai testi, cercare di mandare un messaggio e allo stesso tempo tornare ad ascoltare i brani, cercare di capire che cosa l’artista vorrebbe dirti.

4. Secondo te, cosa andrebbe migliorato o cambiato per rendere la scena musicale più inclusiva e meritocratica?


Dare spazio ai giovani.

5. Ti senti ascoltato dalla critica e dall’industria, o spesso sei costretto a “gridare più forte” per farti notare?


Credo oggi di esser talmente poco seguito da non potermi sentire criticato, mi son sempre fatto notare grazie ai miei sforzi togliendomi grandi soddisfazioni, ho da poco dovuto rifare un nuovo account ed ora ho basso numero di fan.

6. Quanto il tuo senso critico e la tua ironia influenzano il modo in cui interpreti e racconti la realtà nella tua musica?


È importante capire cosa si sta dicendo, quindi è importante anche trasmetterlo se lo si sente davvero.

7. Com’è una tua giornata tipo quando non sei in studio o sul palco?


Gioco a calcetto, scrivo, vado in palestra, vado in cima a punti panoramici a vedere crepuscoli, vado al mare.

8. Quali sono le attività o passioni che ti ricaricano fuori dalla musica?


Gioco a calcetto, scrivo, vado in palestra, vado in cima a punti panoramici a vedere crepuscoli, vado al mare.

9. In un panorama dove vivere di musica non è facile, quali sono le tue principali difficoltà quotidiane?


Credo il quotidiano possa influenzare solo in una giornata emotiva.

10. Quanto la tua esperienza personale e le sfide quotidiane influenzano i tuoi testi?


Credo il quotidiano possa influenzare solo in una giornata emotiva.

11. Qual è il messaggio principale che speri arrivi con Capeta?


Il messaggio di Capeta è un non importa cos’hai oggi fra le mani, chiunque tu sia, puoi puntare a tanto.

12. Se potessi cambiare una sola cosa nella musica italiana domani, quale sarebbe?
Tornare a pensare ai testi, cercare di mandare un messaggio e allo stesso tempo tornare ad ascoltare i brani, cercare di capire che cosa l’artista vorrebbe dirti.

13. Guardando avanti, cosa ti auguri per il tuo percorso nei prossimi anni?
Guardando i prossimi anni spero di scrivere ancora, penso sia una delle cose piu belle che mi siano capitate e mi fa stare bene scrivere, spero di migliorare la mia scrittura.

14. C’è un sogno o progetto che ancora non hai realizzato e che custodisci gelosamente?


Ho sempre un sogno che non ho ancora realizzato.

Con parole semplici e dirette, Karrol Nano ci regala un ritratto sincero di sé: un artista che scrive per necessità, che osserva la realtà con curiosità e che non smette di sognare. La sua musica è un invito a credere nelle proprie possibilità, anche quando il percorso sembra in salita.


Se vi siete persi l’articolo dedicato alla sua discografia, al suo percorso musicale e al singolo attualmente in rotazione su NovaHot22, potete recuperarlo qui: 

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