Ogni artista ha una storia che va oltre la musica, fatta di origini, scelte e visioni personali. Con OBY JR abbiamo scelto di non limitarci alle tracce, ma di dargli voce diretta: una conversazione semplice, senza filtri, dove lui stesso racconta chi è, da dove viene e cosa vuole lasciare con la sua musica.

1. Il tuo nome all’anagrafe è Mariot Amoako: com’è nato invece il nome d’arte OBY JR?


Come spiegato in un altra intervista con Gab Morrison il nome Oby Jr deriva dalla mia famiglia, lo ereditato, poi essendo il piu piccolo ero il Junior cioè Jr.

2. Ti definisci Trapstar: cosa significa per te questa parola e quanto ti rappresenta?


Trapstar vuoldire appartenere alla realtà Trap, viverla e sfruttarla al meglio come faccio io, ovviamente questa realtà non è sempre bella, però posso dire che è la real life che viviamo. Ci vuole esperienza solamente per definirsi una trapstar figurati fare quella vita.

3. Sei nato nel 2000: quanto la tua generazione influenza il tuo modo di scrivere e vivere la musica?


Troppo, penso sempre che sono stato fortunato a nascere nel 00 proprio perché ho un background vecchio ma ovviamente la musica cresceva con me. Onestamente tutti quelli che stanno sfondando non stanno portando niente di buono, ma non solo perché sono tutti che copiano tutti ma è proprio il messaggio che lasci che non ha senso. Io non sono uno scrittore , però io in qualsiasi song seleziono e penso ad ogni singola parola perché so che la mia parola ha un peso, non potrei mai fare rap cap sono il primo che viene colpito da un testo fatto bene.

4. Sei cresciuto tra Bassedora e Torino: quanto queste zone hanno influito sulla tua visione artistica?


Senza Bassedora sarei crazy, that’s my block! Il rapporto che ho con il mio quartiere è molto importante per me, lo cito in moltissimi pezzi perché farà sempre parte di me anche se in questo momento non sono li. Torino mi ha formato come fosse scuola crescendo tra porta palazzo e il centro vedevo subito la differenza di realtà, ma non era un problema. I miei g di Torino hanno la mentalità different da quella di zona quindi tutto questo ha creato cioè che sono.

5. In GLOCK, il tuo primo singolo, c’è subito tanta fame di rivalsa. Cosa volevi comunicare con quel pezzo?


Primo pezzo che mi ha fatto capire che non fossi un ragazzino qualunque, ricevevo video e messaggi da gente grande o genitori che cantavano la song, bars on bars. Il mio messaggio era diretto e chiaro, volevo fare quella streetlife ma probabilmente non pensavano tanto al testo ma al flow west coast che ho portato.

6. Loco X3 mischia italiano e inglese: da dove nasce questa scelta di contaminazione linguistica?


L’inglese ha sempre fatto parte della mia vita soprattutto fuori dalla musica, loco x3 è una HIT, è stata pura magia, il mix delle lingue arriva naturale, ma la cosa piu importante è la song.

7. In Negro nel bando parli di “non aver mai avuto niente in tasca”: quanto la musica è stata (ed è) il tuo riscatto personale?


Facts, ognuno di noi nasce con qualcosa, che sia 1€ o 1k, con la musica non si fa soldi, quelli svegli lo sanno, però mi ha dato tanti agganci e privilegi, non sarò soddisfatto finche non farò qualcosa di grande.

8. Nei tuoi testi ricorrono spesso parole come lealtà e gang: quanto è importante per te il concetto di gruppo?


Chi mi conosce nella real life lo sa, senza questi valori non vai avanti con me, mi circondo solo di persone fidate e spero un giorno di ripoter ripagare questa lealtà.

9. Hai detto che il legame con Londra è “tutto business, niente vacanze”: cosa hai trovato lì a livello musicale e umano?


Londra è un palcoscenico bello importante, ci sono così tante cose da imparare che è da stupidi non sfruttare l’occasione. Ho alcuni mandem con cui vado in studio o altri con cui faccio shooting, dove sento business mi fiondo, no spoiler😈.

10. Nel video di Trapstar vediamo la collaborazione con SVK e Li0n: come sono nate queste connessioni?


Svk è uno dei piu caldi sulla drill a Torino e se non ci credi devi andare a sentire la track. Ci conoscevamo gia da un po ma non essendo sempre a Torino non c era quella possibilità di beccarci in studio o altro anche perché quando dico Trapstar e perché viviamo sta shit fr, sempre in strada sempre busy, saper conciliare bando e music non è sempre facile.

Li0n invece my g abbiamo iniziato a collaborare da Okay oh track registrata a London, il pubblico ha risposto così bene che non potevamo far finta di niente.

11. Quali sono gli artisti che ti hanno ispirato di più nella tua crescita?


Mi dispiace ma non baso sul rap italiano, sono cresciuto con l hip hop e ci sono molti nomi importanti però posso dire che 21 savage e Asap rocky sono stati i miei insegnanti.

12. Quanto conta per te mantenere autenticità in un’epoca in cui molti cercano scorciatoie digitali?


Guardami now g non mi piego alle cose commerciali o vendo il culo come alcuni colleghi, per me crescere e sfondare da solid conta piu di tutto, devi sapere a cosa stai puntando. End of the days sono un businessman a 360 non so solo rappare.

13. Attualmente lavori spesso con il producer Li0n: cosa ti lega di più al suo sound?


Io e Li0n lavoriamo in silenzio, vite parallele che si uniscono per uno scopo preciso, my g è forte e ha molta pazienza, lati positivi non comuni per un producer. L 11 Settembre uscirà HEAVY prod sua quindi state ready.

14. Se dovessi scegliere un tuo pezzo che ti rappresenta al 100%, quale indicheresti e perché?


Questa è hard, probabilmente GELO anche se è vecchia ma quelle bars sono piu vere del vero.

15. Guardando al futuro: qual è il tuo sogno più grande come artista?


Metterei in ordine d’importanza Collaborazione internazionale, tour e poi album.

16. Cosa vorresti che arrivasse alla gente attraverso la tua musica e la tua figura di artista?


Nei miei testi racconto essenzialmente come mi sento e cosa vivo, se qualcuno si rispecchia mi fa solo piacere, se riesco a farti pensare o farti gasare ho fatto un buon lavoro.

Dalle sue parole emerge un artista diretto, consapevole e già maturo. OBY JR non cerca facili scorciatoie: vive la trap come identità e la musica come strumento per raccontare la sua vita, con autenticità e determinazione. Lealtà, solidità e visione internazionale sono i cardini di un percorso che non è solo musicale ma anche personale.
Su NovaHot22 celebriamo questa voce nuova, una Trapstar che non ha paura di dire le cose come stanno e che ha appena iniziato a scrivere la sua storia.


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