
Yank, rapper bresciano classe ’97 di origini senegalesi, è una delle voci più autentiche e dirette della nuova scena afro-italiana. Dal writing e i graffiti fino alla musica, dal collettivo MancaMelanina al mixtape Colo 2035, passando per i freestyle, le collaborazioni con Ensi e Tommy Kuti e l’esperienza cinematografica con La mia Milano su Prime Video, Yank ha costruito un percorso fatto di identità, verità e visione. In questa intervista, rilasciata a NovaHot22, racconta senza filtri la sua storia, i suoi inizi, le difficoltà e le nuove prospettive.
1. Partiamo dalle origini: com’è nato il nome d’arte Yank e cosa rappresenta per te?
Il nome Yank è nato in un periodo in cui io ed il socio con la quale ho iniziato a fare musica facevamo i graffiti,non era il mio nome da writer in quanto creavo e pitturavo stencils più che altro ma mi piaceva farla come tag quando cazzeggiavo tra i banchi di scuola.
Ai tempi registravo pezzi sotto il nome di Double-s ma c’era già un famoso dj con quel nome quindi decisi di trasformare quella tag nel mio nome d’arte
2. Qual è stato il primo momento in cui ti sei sentito davvero riconosciuto come artista nella scena rap?
Ricordo che c’era questo Rapper di Roma “Amir Issaa” che anche lui faceva parte del mondo del writing ed io e il mio socio andavamo fuori per la sua musica,io avevo tipo 14 anni,il business del rap non era così grande, lui è stato il primo rapper di seconda generazione a firmare un contratto in major,per me era un vero big. un giorno ci mandò un messaggio per dirci che gli era passata per caso la nostra roba , ci fece i complimenti e ci volle incontrare,ci diede consigli significò molto per noi. Quello è stato il primo momento in cui ho avuto quella cosa che mi ha fatto dire “ok,cel’ho,possio farlo anche io“
Ho avuto il piacere di collaborarci in una traccia del mio primo progetto solista “colo 2035”
3. Sei stato il primo artista a pubblicare un freestyle su Sto Magazine: cosa ha significato per te quel momento?
Quando mi hanno proposto la cosa era un periodo della mia vita molto turbolento quindi l’idea di dare vita a qualcosa di nuovo è stato stimolante dal punto di vista di vibes.
4. Guardando indietro, qual è stato per te il momento di svolta che ti ha fatto capire di voler fare sul serio con la musica?
È stata una roba graduale non c’è stato un momento preciso che mi ha fatto dire “da ora in poi….” nonostante abbia dovuto affrontare una lunga serie di problematiche a livello personale che mi hanno portato a rivedere le mie priorità,ho sempre cercato del tempo da dedicare alla scrittura,le mie intenzioni sono sempre state serie
5. Hai collaborato con Ensi e Tommy Kuti nel remix di “Tutto il mondo è quartiere”: che tipo di scambio c’è stato in quell’occasione?
È successo tutto in maniera molto chill,Ensi mi scrisse un messaggio su Instagram dove si complimentava e dove mi proponeva l’idea del remix di “tutto il mondo è quartiere” io conoscevo già il pezzo,accettai con piacere.
Quando ci siamo beccati in studio si è dimostrato un grande sì è creata una bella energia anche con tutti i ragazzi che erano ospiti del remix.
ho avuto il piacere di cantare la traccia con lui sul palco nella mia città è stata una figata.
6. Come descriveresti oggi la scena afro-italiana e qual è il tuo ruolo al suo interno?
La scena afroitaliana a parer mio non è mai stata così calda vedo sempre più fratelli che nel loro stanno spaccando e la roba mi può fare solo che piacere!
Sto lavorando a un sacco di musica e sto organizzando i miei progetti con pazienza e silenzio,sono certo che Il mio ruolo verrà capito presto.
7. Dal punto di vista musicale, il tuo stile fonde rap classico e trap moderna: qual è l’aspetto più importante per te tra i due mondi?
Per entrambi credo sia lo stesso,il quello che si dice,la veridicità di ciò ed il come.
8. Nel 2015 è uscito il mixtape “Colo 2035”: che tipo di progetto era e cosa rappresentava per te all’inizio del percorso?
quel progetto mi ha permesso di creare le mie prime connessioni con artisti che fossero al di fuori della mia cerchia e a iniziare a crearmi una fanbase di gente che non fossero solo conoscenti ,erano i tempi di Facebook ricordo che ci fu un bel passaparola.
9. Nel 2024 hai pubblicato diversi singoli (CertiN, Bugiardo o Vero, La stanza del delirio): quale di questi senti più vicino al tuo vissuto e perché?
Sicuramente la stanza del delirio che è un viaggio introspettivo dove faccio riferimenti a situazioni e problematiche che ho affrontato. Il titolo rappresenta la confusione che si può vivere dopo aver attraversato situazioni che ti scombussolano la realtà ,se vi volete fare un bel viaggio su del rap concious ve la consiglio!
10. Oltre alla musica, sei stato protagonista del corto “La mia Milano” su Prime Video: com’è stato recitare e raccontare un tema così forte come il razzismo e la brutalità della polizia?
È un tema che mi sta a cuore.
Sono stato felice di prendere parte ad un progetto per sensibilizzare un tema del genere essendo situazioni che conosco da vicino.
Non avevo mai recitato ma è stata una bella esperienza che non escludo di rifare.
11. Brescia è stata centrale nella tua crescita artistica: quanto ha influito la tua città sul tuo percorso e sulla tua musica?
Cito spesso la mia città nelle mie canzoni,Colo in particolare. alla fine è da dove vengo e da dove viene molta della mia ispirazione
12. Nei tuoi testi inserisci spesso termini senegalesi: quanto contano per te le radici e come riesci a fonderle con la tua vita in Italia?
Venendo da una famiglia senegalese in Italia la cultura senegalese la vivevo solo a casa ma è stata comunque presente nella mia vita quindi mi piace rapresentarlo nei pezzi,è anche quella una parte di me
13. Guardando avanti, quali sono i tuoi prossimi progetti tra musica, collaborazioni e magari altri progetti extra musicali?
Come ho detto sto lavorando a un sacco di musica ,c’è anche qualche collaborazione in ballo,sarà un inverno caldo
14. Se dovessi lasciare un messaggio ai giovani che si rispecchiano nella tua storia, quale sarebbe?
Di essere fedeli a se stessi,senza impersonare chi non si è (non nella musica ma in tutto) perché più si è fedeli a se stessi,più si sa chi si è,prima lo si sa, prima ci si può lavorare
Un saluto a radio Nova Hot 22 da WAIKEY
Dalle aule di scuola in cui nasceva la sua tag, alle connessioni con i grandi nomi della scena, fino al palco e al cinema: Yank è la testimonianza di quanto la musica possa essere specchio di vita e di identità. Con progetti in cantiere e nuovi singoli già in rotazione, il suo nome è destinato a diventare sempre più centrale nel rap italiano. Un artista da seguire da vicino, perché il suo percorso è solo all’inizio.

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