
Ci sono artisti che entrano in punta di piedi e poi restano, e altri che da subito ti danno la sensazione di avere qualcosa in più da dire. Epoque fa parte della seconda categoria. Torino è la sua città di partenza e di ritorno, ma la traiettoria è più ampia: Parigi, Bruxelles, Siviglia, viaggi che si portano dentro e che inevitabilmente finiscono nella musica.
Il percorso non è quello dell’urgenza “street” che ti racconta macchine o status, ma quello di chi costruisce immagini e situazioni come fossero sequenze di un film. Non a caso il cinema e il teatro fanno parte della sua formazione, e in certe canzoni si sente: sembra quasi che ti proietti la scena davanti agli occhi.
“Tram 83” come manifesto
Il progetto che porta il titolo del libro di Fiston Mujila è un concept chiaro: un bar dove gli ultimi diventano protagonisti. La metafora è semplice ma potente. Ogni traccia è come una vicenda diversa che accade in quel locale immaginario, con sonorità che non hanno paura di cambiare registro.
Abbiamo ascoltato con attenzione brani come Tram 83, Anissa e Replay: in ognuno c’è uno spostamento. Dal racconto personale e vulnerabile, alla descrizione concreta dei quartieri, fino a ballate più intime che parlano di amore e di assenza. È qui che si capisce la forza del progetto: non è un disco monocorde, ma un lavoro che mette in fila tante sfumature senza perdere coerenza.

Collaborazioni e aperture
Quello che ci ha colpito negli ultimi anni è la capacità di Epoque di muoversi con naturalezza tra collaborazioni diverse: da Ricordi con Ernia a No Stress con Villabanks, fino alle apparizioni in Real Talk. Ogni volta mantiene la sua identità, ma sa anche sporcarsi con il mondo dell’altro. È un equilibrio non facile, eppure sembra naturale per lei.
Lato visivo
Chi segue Epoque sa che l’immagine non è un accessorio. I video — da Boss e Cliché fino all’ultimo Pretty Girl diretto da Andrea De Bonis — confermano una cura estetica che va oltre il videoclip standard. Ci sono dettagli, scelte di regia e scenografia che fanno capire come dietro ci sia qualcuno che vuole avere il controllo di quello che la rappresenta. Un’eredità del suo percorso di studi, che ora diventa un valore aggiunto.
Brand e palchi selezionati
Jordan, New Era, Fred Perry, Samsung, Tezenis, Garnier. Non si tratta solo di collaborazioni di facciata: sono occasioni che l’hanno vista protagonista in contesti esclusivi, dal Nameless Festival all’apertura del Jordan Store di Milano. Segnali che la sua immagine è già riconosciuta come rappresentativa di un certo modo di stare sulla scena: autentico, ma con una visione più ampia.

Considerazioni finali
Se dovessimo dirlo con semplicità: Epoque non rincorre il trend del momento, ma costruisce il suo percorso con coerenza. Ci piace perché non è prevedibile: un brano ti porta nel cuore del quartiere, un altro ti parla di relazioni e fragilità, un altro ancora ti apre uno scenario cinematografico. Non è un caso che Tram 83 sia il suo primo vero grande traguardo: un lavoro che tiene insieme tutti questi mondi e li rende musica.
Adesso, con Pretty Girl e con una fanbase in crescita costante, sembra solo l’inizio di una storia che avrà molto altro da raccontare.

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