L’R&B italiano sta vivendo una nuova fase e tra i nomi che stanno lasciando il segno c’è sicuramente G Role. Nato a Bologna da madre ecuadoriana e padre italiano, è cresciuto con la musica addosso, tra freestyle improvvisati e sogni di palchi internazionali. Oggi porta avanti un percorso che unisce voce, danza e storytelling, con un’energia capace di coinvolgere chiunque lo ascolti.

Con l’uscita del nuovo EP What Women Want, G Role conferma di avere una visione chiara e una direzione precisa: costruire uno spazio per l’R&B in Italia e oltre. Noi di NovaHot22 lo abbiamo intervistato per raccontare il suo viaggio.

1.Partiamo dalle origini: come nasce G Role e cosa ti ha spinto a scegliere l’R&B come linguaggio principale?

G Role nasce quasi per scherzo. Ai campetti di basket, tra una partita e l’altra, facevo freestyle con gli amici che mi gasavano perché lo facevo in inglese. Da lì i freestyle sono diventati remix su YouTube e poi tracce vere e proprie. Ho scelto di esprimermi con l’R&B perché i miei idoli più grandi fanno quel genere, portano un certo tipo di show e io da bambino sognavo quello. Ho voluto però aspettare di avere abbastanza confidence prima dello switch.

2. La tua prima uscita ufficiale è stata Hola nel 2018: cosa ricordi di quel momento e cosa pensi di quel brano oggi?

Un periodo magico, for sure. “Hola” è stata la prima volta sotto molti aspetti e quell’esperienza mi ha insegnato molto. Oggi non è un brano che rispecchia le mie intenzioni artistiche, ma guardare indietro mi fa sorridere: ero molto ingenuo.

3. Con Greezy (2019) hai pubblicato il tuo primo EP. Quali erano le tue intenzioni?

Con “Greezy” volevo sperimentare il più possibile. Era la prima volta che lavoravo con un producer su una tracklist: io e Mr. Monkey volevamo far uscire più flow possibili e ci servivano beat diversi tra loro. In “Bagus Bistrot” ho anche sperimentato per la prima volta con le melodie: il pezzo non fu capito quando uscì, ma chi avrebbe mai detto che sarebbe stata proprio quella la mia strada, hahaha.

4. Water (2021) è stato un punto importante per te. Perché?

Rinascita. “Water” è un tassello importantissimo: la mia transizione è iniziata con quel pezzo. Lo porto spesso dal vivo ancora oggi ed è stato anche un modo per il pubblico di riscoprirmi, visto che non rilasciavo musica da un po’.

5. Dal 2022 con King of the Summer fino agli ultimi lavori: quali sono stati i passaggi fondamentali?


“King of the Summer” è stato il mio momento di transizione. Poi sono arrivati i feat che hanno consolidato tutto e con “So Far Gone” ho reso chiaro il mio viaggio. Da quel progetto hanno iniziato a conoscermi come artista R&B.

6. Sei anche ballerino. Quanto conta per te il movimento nella tua arte?

Per me canto e danza vanno a braccetto. Penso che i testi che scrivo non siano percepiti a pieno senza una coreografia, lo stesso vale per le melodie. Non mi vedrai mai urlare al microfono per incitare il pubblico, non è il mio stile. La traccia parte e io la seguo con corpo e voce, con qualche eccezione dove ci sono vere e proprie coreografie. In quei casi devo ringraziare le mie ballerine, perché senza di loro non sarebbe uguale.

7. What Women Want è un progetto dedicato all’energia femminile. Come è nato?

Le donne che mi circondano influenzano ogni giorno la mia routine: quello che ascolto, quello che ballo, la cura per outfit, unghie, capelli… tutte cose a cui dedico anch’io tempo ed energia. What Women Want è la conseguenza naturale di tutto questo.

8. Dentro l’EP c’è What I Need, che abbiamo scelto per la nostra rotazione. Cosa racconta?


“What I Need” racconta una mia relazione recente nel suo momento apice. È stato uno dei primi pezzi del progetto, che però avevo accantonato perché non mi convinceva. L’ho ripreso e scritto la seconda strofa quando la relazione era ormai finita. Immedesimarmi di nuovo in quel momento è stato assurdo, ma proprio perché la mia voce in quel pezzo suona così vulnerabile lascia qualcosa in più.

9. Nei tuoi testi sembri molto diretto. Quanto ti metti a nudo quando scrivi?

Cerco sempre di non avere limiti quando scrivo: rende tutto più “vero”. La musica la vivo, i testi mi raccontano e ai live mi esprimo senza filtri.

10. Hai collaborato con Frenzo e Nico Kyni. Cosa cerchi in un feat?

Sintonia, prima di tutto. Un feat senza sinergia poche volte ti lascia qualcosa. Spero che questo messaggio arrivi attraverso le mie collaborazioni.

11. Fai parte della crew Unplugged Musique. Che realtà è?

Unplugged è la mia seconda famiglia. Scherziamo e litighiamo tutti i giorni, condividiamo l’amore per la musica e ognuno lo esprime a modo suo. Questo è il nostro punto di forza. Siamo una realtà indipendente con sogni enormi e offriamo uno show che altri collettivi non portano.

12. Bologna è la tua città. Che ruolo ha nel tuo percorso?

Sono sicuramente un prodotto di quello che si sente a Bologna: le mie radici sono qui. Io come tanti altri ragazzi guardo anche ad altre città nel mondo per ispirarmi. Nell’ultimo anno però, organizzando eventi, stiamo spingendo il nostro sound e oggi abbiamo un ruolo nel decidere cosa ascolti. Includere l’R&B è un valore aggiunto per la città, farne parte mi rende fiero.

13. La tua musica fonde R&B classico e sonorità moderne. Come vivi questo equilibrio?

Tante testate e notti insonni. È sempre challenging per me, ma mi diverto.

14. Scrivi e canti solo in inglese. Perché questa scelta?

Non lo so davvero. Non ho mai scritto in italiano, non mi viene naturale. Con l’inglese riesco a essere trasparente al 100%. È sicuramente un’arma a doppio taglio, ma mi rende unico.

15. In Italia l’R&B non è ancora mainstream. Che idea ti sei fatto?

Siamo agli albori. Quando mi presento come cantante R&B spesso non sanno neanche che genere sia. Ma gli artisti ci sono, molto validi e con voglia di farsi vedere. Tempo al tempo.

16. Cosa dobbiamo aspettarci da te prossimamente?

Nuovi progetti musicali, da solo e in collaborazione. Ma anche portare G Role fuori dall’Italia.

Con la sua voce calda, il suo talento da ballerino e la capacità di trasformare esperienze personali in musica, G Rolerappresenta una ventata d’aria fresca nella scena urban italiana. What I Need, il brano che abbiamo scelto per la rotazione su NovaHot22, è la dimostrazione di quanto sappia essere vulnerabile, autentico e diretto.

Il futuro per lui è già scritto nelle sue stesse parole: nuovi progetti, collaborazioni e la voglia di portare il suo R&B oltre i confini italiani. Bologna ha trovato un nuovo volto da raccontare: e questa volta non si tratta di un trend passeggero, ma di un artista che ha davvero qualcosa da dire.


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