Con il nuovo singolo in uscita il 15 ottobre, Osa18 torna a raccontarsi in una veste più intima e matura.
“Dimmi Quando” non è solo una canzone d’amore, ma una dichiarazione di identità, un dialogo tra due cuori e due mondi: la Nigeria delle radici e l’Italia della quotidianità.
Abbiamo parlato con lui per capire cosa c’è dietro ogni parola, ogni emozione, ogni vibrazione del brano.

1.“Mi chiamo Osa, lo sai già, Bad Boy Osa Omo 9ja”. Cosa significa per te questa frase?


È un modo per riaffermare la mia identità, essendo che sto parlando di una ragazza con cui ho avuto una relazione che ormai è agli sgoccioli e le sto ricordando che sono sempre la stessa persona di cui si era innamorata prima che le cose andassero così.
Osa è il mio nome, Bad Boy il mio soprannome – ormai anche un brand – e OmoNaija significa letteralmente “figlio della Nigeria”.


2.Nel brano alterni italiano, inglese e nigeriano: come vivi questo bilinguismo nella tua musica?


Le mie prime canzoni erano solo in italiano, ma dopo un po’ ho voluto sperimentare e trarre vantaggio del fatto che so parlare altre lingue. La gente ha apprezzato e da lì ho iniziato a farlo più spesso.


3.“Quando andiamo d’accordo I like that…” – È ispirata a una storia personale?


Sì, è una storia vera. Infatti la ragazza in questione probabilmente capirà che mi riferisco a lei: anche se non menziono il suo nome, ci sono troppi dettagli e frasi per non riconoscersi.


4.La frase “Una bellezza mai vista, son rimasto in fissa” si ripete nel brano. Cosa rappresenta?


Sto descrivendo quello che ho provato la prima volta che l’ho vista. La prima cosa che colpisce è l’aspetto fisico, poi con la conoscenza capisci anche cosa ha dentro.


5.Usi la parola “Hangover” come metafora dell’amore. Da dove nasce questa immagine?


L’alcol dà subito un senso di euforia, ma poi arrivano i postumi che ti fanno stare male. Il nostro amore era così: quando andava bene era euforia, quando è andato male è diventato malessere.


6.Come descriveresti il tuo sound in questo pezzo?


È un sound con melodie profonde, che fanno riflettere e danno un senso di calma e spensieratezza, mentre la batteria richiama le mie origini afro — quindi movimento, energia.


7.Il brano parla d’amore ma anche di maturità. È una nuova fase per te?


Sì. Ogni fase della mia vita ha un sound diverso e lo trasmetto nelle mie canzoni.


8.“Dimmi quando vieni a Bologna” – è un invito reale o simbolico?


Entrambe. Le sto dicendo di venirmi a trovare, ma è anche un modo per dirle che voglio che torni nella mia vita, nel mio mondo… o meglio, nel nostro mondo che avevamo creato insieme.


9.Il singolo esce un mese prima dell’Osa18 Party, previsto per il 15 novembre a Bologna. Come si collegano?


Ho deciso di far uscire il pezzo esattamente un mese prima dell’evento, così la gente ha qualcosa di nuovo e fresco da ascoltare nell’attesa.


10.Cosa vuoi che la gente senta ascoltando questo brano?


Speranza. Se provi ancora qualcosa per una persona, fatti avanti e faglielo capire. Molti vivono con la paura del rifiuto, ma quella sensazione ti consuma dentro.


11.È previsto anche un video?


Mmh… chissà? Vediamo come va il pezzo. Se piace molto alla gente, lo prenderò sicuramente in considerazione.


Con “Dimmi Quando”, Osa18 dimostra di non essere solo un “bad boy”, ma un artista capace di trasformare la vulnerabilità in forza e l’amore in ispirazione.
Tra melodie afro, riflessioni mature e identità ben radicata, il suo nuovo singolo segna un passaggio importante nel suo percorso — un ponte tra ciò che è stato e ciò che sta per arrivare.
E il 15 novembre, con l’Osa18 Party, quella storia personale diventa una festa condivisa.


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