Ci sono artisti che scelgono di fare rumore, e altri che preferiscono farsi ascoltare in silenzio.
Sylel, all’anagrafe Lelis Olufemi, nasce a Roma nel 2001 ed è uno di quegli artisti che parlano con la sincerità delle proprie emozioni.
Cantautore dal timbro delicato, fonde nella sua scrittura una sensibilità malinconica e un’attenzione autentica per ciò che è reale, quotidiano, umano.
Con la semplicità che lo contraddistingue, Sylel trasforma esperienze personali e stati d’animo in canzoni capaci di arrivare dirette, senza sovrastrutture, come piccole confessioni condivise.

Dopo una serie di singoli che hanno messo in luce la sua identità musicale e la sua penna introspettiva, Sylel è tornato con “Routine”, un brano che segna un passo importante nel suo percorso: più maturo, più consapevole, ma sempre fedele alla sua idea di musica — emozioni genuine ed autentiche, raccontate con onestà.
In questa intervista, ci parla del suo viaggio artistico, delle collaborazioni, del legame con la sua romanità e della voglia di costruire qualcosa che vada oltre la semplice canzone.

“Routine” è il tuo ultimo singolo, ora in rotazione su NovaHot22. In che momento personale è nata questa canzone?

Si, Routine, l’ho scritta pensando a un momento particolare della mia vita, in quel momento mi sono ritrovato in un loop negativo, dal quale pensavo non sarei mai riuscito ad uscire. Fortunatamente non è stato così.

Nei tuoi brani si percepisce una forma di delicatezza malinconica, ma anche una voglia di riscatto. Ti riconosci in questa dualità?

Si, i miei brani hanno questa caratteristica, una delle ragioni è che la maggior parte delle volte, scrivo per trasmettere ciò che sento o che ho sentito nella mia vita, lo vedo un po’ come un processo di purificazione con cui riesco a sfogare determinate emozioni e a stare meglio.

La tua scrittura sembra molto visiva — quasi cinematografica. Ti capita di immaginare le scene come se fossero un film mentre componi?

Cerco sempre di essere molto visivo nella mia scrittura, per cercare di includere l’ascoltatore nel miglior modo possibile.
Insomma cerco di metterlo in condizione di entrare in empatia con me e con il pezzo, sperando che poi si ritrovi anche lui in un suo momento tramite le mie.

Dopo “Routine”, dove sta andando oggi la tua musica?

In questo momento sto sperimentando tanto, sto scrivendo cose nuove, tra i miei obiettivi prossimi, c’è quello di fare un piccolo ep/album.

C’è un’esperienza o una collaborazione che ti ha segnato particolarmente?

Mi ritengo super fortunato, perché già con “Routine”, ho avuto la fortuna di collaborare con uno dei miei idoli ovvero: Claudio Rossetti.
Infatti Routine è stata scritta e prodotta insieme a lui e a Maurizio Mariani due maestri per me, è stato come realizzare un sogno e non smetterò mai di ringraziarli per la grande opportunità che mi hanno dato.

Mi piacerebbe collaborare anche con Franco126, mi rivedo tantissimo nel modo in cui si esprime tramite la musica.
Di internazionale ti direi Bob Marley, da sempre un idolo indiscusso per me, ho sempre ammirato il modo chiaro e limpido che aveva di far percepire i suoi messaggi tramite la musica.

Come vedi oggi la scena musicale italiana, soprattutto per gli artisti afroitaliani e di seconda generazione?

C’è da dire che state svolgendo un ottimo lavoro, penso che finalmente qualcosa stia cambiando e che tante voci si stiano facendo finalmente ascoltare.
Penso sia solo l’inizio di qualcosa di bellissimo.

Hai mai sentito la necessità di parlare delle tue origini o della tua identità nelle canzoni?

Per il momento non è un argomento di cui ho parlato nelle mie canzoni, ma penso che arriverà sicuramente un momento in cui farò emergere anche quelle parti della mia vita, che hanno inciso inevitabilmente anche nella persona che sono oggi.

Roma è sempre presente nella tua voce e nei tuoi testi. Quanto conta per te l’autenticità?

Sono fortemente legato alla mia romanità e al mio accento, nelle mie canzoni mi è stato detto molte volte che si sente e a me va bene mi piace che si senta e non lo nasconderò, fa parte di ciò che sono e penso che l’autenticità ad oggi sia parte fondamentale dell’artista, soprattutto se parliamo di cantautori.

Cosa dobbiamo aspettarci da te prossimamente?

Come detto prima, sto scrivendo molto con l’obiettivo di creare un ep/album.
Dopo anni di singoli penso che sia arrivato per me il momento di creare qualcosa di più potente.
Ne parlerò a breve, per il momento mi godo l’uscita del mio ultimo pezzo “Routine”.

E cosa diresti a chi sogna di intraprendere la tua stessa strada?

Gli direi di iniziare, di non mollare e soprattutto di non smettere mai di divertirti, penso che questa sia la cosa principale se si vuole trasformare questa passione in lavoro.

Ascoltando Sylel, si percepisce la calma di chi non ha fretta di arrivare ma vuole fare le cose nel modo giusto.
La sua musica non urla: osserva, respira e parla a chi è disposto ad ascoltare davvero.
Con “Routine”, apre un nuovo capitolo fatto di introspezione, autenticità e ricerca di equilibrio.
Noi di NovaHot22 continueremo a seguirlo — perché ogni voce che racconta la realtà con sincerità merita spazio, visibilità e rispetto.
E se questo è solo l’inizio, il meglio deve ancora arrivare.

 In rotazione su NovaHot22 il singolo “Routine” di Sylel.
Segui @novahot22 e @sylel__ per scoprire i prossimi passi del suo percorso tra musica, autenticità e nuove sfide.

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