Dominicano di nascita, classe ’02, cresciuto a Corato.
Urya non arriva dal nulla: per sette anni ha vissuto dietro le macchine, costruendo beat e sperimentando linguaggi. Solo da sei mesi ha scelto di esporsi in prima linea come artista: una transizione che non tutti riescono a reggere, ma che lui affronta con naturalezza e consapevolezza tecnica.

“I GOT FLOW” — prodotta da @bailatrav — è il suo quarto singolo del 2025, dopo “Late Night Rapping”“Fuck Ate” e “Aqua Fiji”. Una sequenza fitta di pubblicazioni che racconta un desiderio chiaro: trasformare competenza in presenza.

Il brano si muove tra trap moderna e riferimenti pop/anime, con un’estetica diretta e senza sovrastrutture. Non perde tempo a chiedere approvazione: è un esercizio di sicurezza, quasi un’autovalutazione rap.
Niente storytelling complesso, niente ricerca melodica — qui l’intenzione è semplice: fare capire che il microfono adesso è suo.

Il videoclip, girato interamente a Corato, rimette al centro il territorio. Non per romanticismo, ma per ribadire un’idea: la creatività non ha coordinate geografiche fisse. La scena locale chiama la città “Il Cerchio”: un’immagine che Urya prova ad allargare a modo suo, portandola dentro strofe e visione.

La sua sfida ora è definire ciò che lo distingue davvero:
ha orecchio allenato → sì
flow sciolto → sì
energia → sì
Ma nel mare di nuovi nomi, serve un tratto riconoscibile che non sia solo sicurezza.
C’è materiale su cui costruire — vediamo se i prossimi drop ampliano l’immaginario.Noi crediamo proprio di si!!

Intanto, “I GOT FLOW” entra nel nostro palinsesto On-Air: test di campo.
Vediamo come vibra fuori da Corato.


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