Dalla Sardegna a Londra, passando per Brixton e tornando alla base con un bagaglio sonoro preciso e riconoscibile.
Shifta è un DJ che vive la musica come flusso naturale, senza maschere e senza personaggi, lasciandosi guidare dall’istinto, dalla ricerca e dall’energia della pista.
Le sue selezioni affondano le radici nel Roots Reggae, Dancehall e Bashment, con uno sguardo sempre aperto su Afrobeat e Amapiano, sonorità che ha portato nei club locali quando ancora erano poco esplorate.
In questa intervista ci racconta il suo percorso, le esperienze che lo hanno formato, la sua visione del clubbing e cosa significa per lui stare dietro una console oggi.

1. Dove vivi attualmente e quale scena musicale ti ha formato di più?

Attualmente vivo a Sassari, dopo un soggiorno a Londra, sono tornato alla base in Sardegna. Sicuramente l’esperienza londinese ha influenzato parecchio i miei gusti e preferenze musicali. Il contatto con una realtà così multietnica e prosperosa come quella di Brixton mi ha portato a sviluppare un forte interesse e attenzione per le sonorità afro-caraibiche.


2. Come è nato il tuo rapporto con il DJing?

Il mio rapporto col DJing è nato in maniera estremamente casuale. Ho sempre nutrito un interesse per il rap. Il mio migliore amico che rappa mi consigliava di iniziare a suonare per seguirlo durante le date e mandargli i pezzi durante i live. Non c’era un reale intento inizialmente a dirla tutta. Non c’è stato nemmeno un reale momento, è stato un flusso naturale. Set dopo set mi sono reso conto che la musica stava iniziando a far parte in maniera proattiva della mia vita e in qualche modo riuscivo a esprimermi e a conoscermi meglio.


3. Quali sono stati i tuoi primi passi nel mondo del clubbing?

È stato tutto così assurdo perché ho iniziato sin da subito a operare nel mondo del clubbing. Da 0 a 100 in un istante. Ho ‘bypassato’ completamente la gavetta della cameretta o del baretto di quartiere. Ho iniziato facendo le aperture afrobeat per un format hip hop che spaccava, in uno dei club più importanti della mia città. Ogni party era unico perché tutti i miei amici facevano musica e ci ritrovavamo assieme il fine settimana per vibare un po’. Era sempre un bel momento, ecco.


4. Quali esperienze consideri fondamentali per la tua crescita artistica?

Sicuramente il set al Tantra di Ibiza quest’estate è stato un crocevia per la mia formazione artistica. Suonare nel tempio della musica per antonomasia è stato sicuramente emozionante. Potrei citare anche sicuramente la residenza attuale per “Le Iene Club” qua nella mia città, come anche quella per Cell061, un format urban che ha scritto la storia del clubbing locale. Ovviamente anche Koffee Shake che è un afrobeat party molto figo qua in zona.


5. Dove suoni attualmente più spesso?

Ora, oltre alla residenza al ‘Le Iene’, giro sempre un po’, mi piace sempre esportare il mio suono. A livello locale ho sempre lavorato bene in quasi tutti i locali della zona. Si sta creando sempre più interesse attorno al mondo del clubbing e vedo il movimento in crescita anche nella mia città.


6. Come descriveresti il tuo stile come DJ?

Mi reputo un DJ eclettico. Amo scoprire sempre sonorità nuove, è una ricerca continua, un processo senza fine. Ho grandi influenze derivanti dal mondo del Roots Reggae, Dancehall e Bashment. Sono stato sicuramente uno dei primi DJ locali a portare il suono Afrobeat/Amapiano all’interno del club.


7. Qual è il momento chiave di un tuo set?

Momento chiave sicuramente l’intro. La prima traccia deve essere sempre incisiva e deve far intendere subito la direzione del set. Cerco sempre di trovare il disco che “impatti” la pista. Mi viene da pensare a “So Mi Like It” di Spice se dovessi farti un esempio.


8. Chi sono i DJ o produttori che ti hanno ispirato di più?

Qua non posso non citare mio fratello di consolle Fedesse, uno dei DJ producer più forti del panorama nazionale italiano. Oltre a essere un grande amico nella vita, è stato un po’ il mio mentore artistico, a lui sicuramente devo molto. Poi ovviamente tutta la scena dei DJ/produttori olandesi come FS Green e Jarreau Vandal, ma anche mostri sacri come Kybba e Jyoty. Influenza più grande il king Vybz Kartel.


9. Cosa pensi ti distingua all’interno della scena locale?

Nutro un grande rispetto per la scena locale. Penso semplicemente di avere delle influenze diverse e un po’ più specifiche. Non siamo in molti a “professare” il tipo di sonorità che porto nel club solitamente. Mi viene da pensare appunto alla Dancehall o Bashment.


10. Lavori anche in contesti diversi dai club?

Lavoro principalmente con le situazioni che reputo stimolanti e che penso possano darmi la possibilità di esprimermi al meglio. Penso al festival “Soundswood”, si svolge a fine Agosto in un parco di pineti in mezzo alla natura incontaminata, è veramente lit as fuck. Lì ho sempre la possibilità di portare set più ricercati e autentici. C’è sempre una bella energia.


11. Come vedi oggi la scena del clubbing?

È un momento in cui la scena è molto satura di DJ. Piuttosto vedo una difficoltà nel mondo del clubbing dettata dalla mancata volontà del pubblico di vivere la musica a pieno e lasciarsi trasportare dall’esperienza. Troppi cellulari nel dancefloor, pochi culi che si muovono. Bisogna riportare i culi al centro della pista ahaha.


12. Quali sono i tuoi obiettivi nella musica?

Cerco sempre di vivermi il presente, è una mia passione e mi lascio trasportare da essa. Non voglio stare troppo focus sui traguardi, conta il viaggio e so che, seguendo questo flusso, arriverò alla meta giusta per me. Me la godo easy.


13. Chi è Shifta oggi?

Shifta oggi è semplicemente me al 100%, Cristiano. Niente maschere, niente personaggio: solo quello che vivo, quello che sento e quello che voglio dire attraverso la mia musica.


14. Cosa vorresti che il pubblico scoprisse di te attraverso NOVAHOT22?

Vorrei che il pubblico scoprisse la parte più vera del mio percorso da DJ: cosa mi muove, cosa mi ispira e cosa porto dietro la console ogni volta. True energy.

L’intervista a Shifta si accompagna a un mix esclusivo realizzato appositamente per NOVAHOT22, pensato come estensione naturale del suo racconto e della sua identità musicale.
Una selezione che riflette la sua visione: energia vera, ricerca sonora e vibrazioni afro senza compromessi.

Il mix si colloca nella rubrica che nasce con la sua intervista: “FLOOR SELECTA”.

📻 In rotazione su NOVAHOT22 Radio
• Lunedì – Giovedì alle 19:00
• Venerdì alle 21:00
• In replica dalle 02:00 tutte le notti, dal lunedì al venerdì

Un appuntamento fisso per chi vuole sentire cosa succede davvero quando i cellulari si abbassano e i corpi tornano al centro della pista.
True energy.

Lascia un commento

In voga