C’è chi arriva alla musica con un piano preciso, e chi invece ci arriva perché non può farne a meno.
Mariesophie appartiene alla seconda categoria.
Con la sua seconda release uscita il 19 dicembre 2025 , abbiamo scelto di inserirla nella nostra rubrica  Focus On per raccontarla da zero: senza etichette, senza schemi, lasciando spazio alla sua voce e alla sua storia.

Ecco l’intervista completa.


1. Chi è Mariasophie?

Io sono Mariasophie sono una ragazza italo-senegalese che vive a Padova e mi sono diplomata quest’anno dal liceo scientifico.
Sono stata cresciuta dai miei nonni: mia nonna siciliana e mio nonno veneto.
Mio papà di origine senegalese vive qui in Italia e mia mamma di origine italiana vive in Senegal.
Oltre ad amare la musica amo anche la moda e la mia stilista preferita è Vivienne Westwood.


2. Le tue origini e il tuo rapporto con i luoghi che ti hanno formata

Io vengo da un mix di culture diverse, amo Padova come città perché è sempre stata molto accogliente e aperta ed è la città dove sono cresciuta.
Questo però non significa che io non ami anche la Sicilia e il Senegal, due luoghi per i quali l’amore mi è stato tramandato e che mi hanno dato tantissimo.
Proprio in Senegal infatti ho avuto l’opportunità di lavorare nel centro “africulturbane” di Matador e di conoscere artisti come Amflo e Wawcoumba che mi hanno aiutato molto a superare la mia “timidezza” verso la musica.


3. Quando hai capito che la musica era parte di te?

Non so se ci sia un momento preciso in cui ho capito che fosse la mia passione, non c’è stata un’epifania ecco.
Penso che sia stato un processo graduale: fin da piccola ho amato il rap soprattutto Nicki Minaj e ho iniziato a cantare quando mia nonna mi ha portato al coretto della chiesa.
Da lì in poi ho coltivato questa passione per il canto che alla fine mi ha portato ad avere il bisogno di scrivere canzoni.
Scrivere per me infatti è sempre stato motivo di sfogo e un momento molto vulnerabile in cui posso dare tutta me stessa per tramutare le mie emozioni in arte.


4. Cosa ti ha spinta a pubblicare il primo brano?

Quello che mi ha spinto a pubblicare il primo brano è stata la volontà di trovare delle persone che si sentono o che si sono sentite come me, volevo connettermi con le persone per aiutarle, dare conforto e farle sentire capite.


5. Il tuo percorso e le collaborazioni

L’aiuto di africulturbane è stato importantissimo nel mio percorso, l’italia a colori infatti è stata prodotta assieme a loro e senza non potrebbe esistere.
Al momento invece sto lavorando con Troppo Records che è un’agenzia di management con vari produttori.
Io sono affiliata con itsblank66 e le sono molto grata perché le mie parole e il suo sound creano qualcosa di veramente speciale.


6. Le tue influenze artistiche

Io sono stata fin da piccola legata a Ariana Grande e penso che sarò per sempre influenzata in qualche modo da lei, al momento mi ha sicuramente influenzata sull’attenzione ai vocalizzi e sull’amore per Imogen Heap, artista che io apprezzo moltissimo per la particolarità del suo sound, per lo stesso motivo amo la voce di Amy Winehouse.
Frah Quintale invece mi ha influenzata moltissimo a livello testuale, ho ascoltato i suoi brani in momenti molto difficili per me e devo dire che sono stati essenziali per superarli.
Infine, mi sono recentemente innamorata del sound di Addison Rae e spero che mi abbia influenzato tanto quanto mi ha preso con la sua musica.


7. Il mondo sonoro di “Pugnale”

Io quando scrivevo pugnale ho pensato “con questa canzone voglio sentirmi una fatina”.
Volevo creare un sound un po’ mistico, etereo per portare l’ascoltatore “in cielo” con la musica e sulla terra con le parole: il testo è fatto per un viaggio di introspezione, per riflettere.
L’ascoltatore è obbligato a guardarsi dentro e a cercare delle emozioni che magari tiene nascoste da tanto tempo.


8. Cosa è cambiato tra la prima e la seconda release

Dal punto di vista personale sento di aver fatto tanti cambiamenti quest’anno, sento di aver ritrovato la vera Mariasophie.
Questa cosa si è anche a parer mio riflettuta sulla musica.
Sinceramente a me il testo di l’italia a colori non fa più impazzire perché la ritengo incompleta, manca un pezzo di storia che abbiamo deciso di togliere.
Invece in pugnale non manca nessun pezzo, è tutta la mia vulnerabilità presa e scritta su carta.


9. Di cosa parla “Pugnale”?

Pugnale è una canzone a cui tengo molto ed è una riflessione sia sull’indifferenza verso le cose che stanno succedendo nel mondo, sia sull’indifferenza verso le emozioni delle altre persone.
Il mondo sembra muoversi così velocemente perché ci siamo intrappolati noi in questa situazione da cui sembra impossibile uscirne.


10. Lo sguardo verso il futuro

Ci sono molti progetti nel cassetto che non vedo l’ora di farvi vedere.
Però una cosa a cui punto sicuramente è l’esibizione dal vivo: io amo cantare dal vivo e amo cantare con le altre persone, ti fa connettere in modo diverso, sembra quasi un’altra dimensione, dove le parole non riescono ad arrivare.


11. Un dettaglio personale da conoscere subito

Sinceramente ci sono così tante caratteristiche della mia persona che mi è difficile pensare a una sola cosa da dire quindi vi parlerò di un mio gusto personale a livello di sound: io amo i bassi, forse non emergerà molto con questa canzone ma io impazzisco per i bassi, sono il mio impero romano, non più del sassofono però.


Con Pugnale, Mariasophie apre una nuova fase del suo percorso: più consapevole, più vulnerabile, più vera.
Una voce giovane che non ha fretta di definirsi, ma che sa già dove vuole arrivare: dentro le emozioni, senza filtri.

Il singolo esce il 19 dicembre.
Noi la seguiamo da qui.


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