F.U.L.A., nome d’arte di Oumar Sall, è un artista italo-senegalese che negli anni ha costruito un percorso musicale capace di unire Africa ed Europa, identità e suono, radici e contemporaneità.

Cresciuto tra il Senegal e l’Italia, con Fuscaldo come punto di riferimento, il suo progetto nasce da una ricerca personale profonda, lontana dalle etichette e dalle semplificazioni. F.U.L.A. non è solo un nome artistico, ma un concetto: una visione legata all’unità, alla cultura e all’espressione libera.

Nel suo percorso ha pubblicato diversi progetti, tra cui:

  • Maldafrica (2020)
  • Touty (2021)
  • Feneen (2022)
  • l’EP Adouna (2021)

Un percorso musicale che attraversa afrobeat, hip hop e influenze diasporiche, mantenendo sempre al centro un elemento chiave: l’autenticità.

Ma dietro la musica c’è anche una storia forte. Un incendio ha distrutto lo studio in cui stava lavorando al suo primo LP, portando via anni di lavoro. Da quel momento però non è arrivata la fine, ma una trasformazione.

Oggi F.U.L.A. è tornato, con una nuova consapevolezza e una visione ancora più chiara.

Per capire davvero cosa c’è dietro questo ritorno, noi di NovaHot22 abbiamo intervistato F.U.L.A.

Quello che ne esce è un racconto sincero, tra vissuto personale, musica e una visione chiara su cosa significa oggi essere artista.


Hai raccontato dell’incendio dello studio mentre stavi finendo il tuo primo LP. Che momento è stato per te?

Sicuramente un mix di emozioni. Ci siamo subito mossi per creare qualche evento a scopo benefico per recuperare gran parte dei materiali. La musica l’abbiamo lasciata a quel momento, rappresentava tutto quel periodo vissuto insieme in studio, con attori, musicisti, grafici.
Oggi Viking Music Senegal è ancora una realtà viva che valorizza i giovani del quartiere Hersant di Thies. Questa per me è la cosa più importante.


Le difficoltà che hai vissuto hanno cambiato il tuo modo di fare musica?

Assolutamente sì. Le esperienze ti spingono a scoprire forme artistiche diverse. Ho viaggiato molto e le ispirazioni arrivano dalle persone e dai luoghi. La musica si evolve con il mondo, e se ti lasci trasportare puoi coglierne il meglio.


Il significato di F.U.L.A. è cambiato nel tempo?

Il significato resta invariato. È cambiato il mio modo di comunicare e trasmettere i messaggi.

(F.U.L.A. Free and United Lands of Africa)


Sei cresciuto tra Senegal e Italia: come vivi questa doppia identità?

Sono cresciuto a Fuscaldo, ed è casa. Ho viaggiato cercando qualcosa che mi rappresentasse, ma ho capito che solo io posso farlo davvero. Non mi interessa polarizzare: sono sempre stato quello che mi sentivo di essere in quel momento.


Come nasce la tua musica?

Il processo cambia. Spesso parto da produzioni dei miei amici e improvviso ogni giorno. Altre volte parto da un’idea. In questo periodo sto tornando molto all’hip hop, che è la musica con cui sono cresciuto.





Oggi quanto conta la community per un artista?

È sempre più difficile emergere. I numeri spesso non sono reali e non si trasformano in guadagno.
La comunità resta il vero megafono. Il mercato ti trita se non sei abbastanza sveglio. Noi cerchiamo strade alternative.


In che senso la musica ti ha salvato?

Vengo da una famiglia e da un quartiere molto umili. Senza musica e sport probabilmente avrei preso altre strade. La musica mi ha dato una prospettiva diversa.


Quanto è importante lavorare con altri artisti?

Mi piace collaborare perché imparo tanto. Non è sempre semplice, ma ogni esperienza ti arricchisce.


Come vedi oggi la scena degli artisti afrodiscendenti in Italia?

Se devo essere onesto, sono pochi quelli che ascolto davvero. Molti sono ancora influenzati dal giudizio esterno o copiano modelli stranieri.
Mi piacerebbe vedere più autenticità. È quello a cui ambisco anche io.


Che consiglio daresti a un giovane artista?

Raccontarsi senza paura. Non puoi piacere a tutti, quindi tanto vale essere la versione più autentica di te stesso.


Cosa dovrebbe cambiare nel sistema musicale?

Il sistema cambierà col tempo. Oggi molte figure aspettano che tu abbia già successo prima di scommettere su di te.
Io preferisco la strada dell’artista indipendente, che non ha bisogno di una major.


Quella di F.U.L.A. non è solo una storia musicale, ma un percorso di costruzione personale, tra perdita, crescita e consapevolezza.

Dalle fiamme che hanno cancellato anni di lavoro a una visione più lucida e indipendente, il suo ritorno non è semplicemente un nuovo capitolo, ma una presa di posizione.

In un contesto in cui spesso l’apparenza supera la sostanza, F.U.L.A. sceglie un’altra strada: meno rumore, più identità. Meno imitazione, più verità.

E forse è proprio da qui che può nascere qualcosa di diverso.


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