
Blackson è una delle voci più autentiche e potenti della scena rap afro-italiana. Cresciuto a Verona tra cassette, cori gospel e influenze che spaziano dal reggae giamaicano al rap ghanese, ha trasformato la sua identità multiculturale in un linguaggio musicale unico. Dopo aver calcato palchi televisivi come MTV Spit e Italia’s Got Talent, ed essersi affermato su piattaforme cardine dell’hip hop come Real Talk, oggi Blackson porta avanti un percorso che unisce ricerca personale, denuncia sociale e sound internazionale. Con il singolo Made in Italy in rotazione su NovaHot22, il suo messaggio è chiaro: non si tratta solo di musica, ma di rappresentazione, appartenenza e futuro.
1. Quando e come ti sei avvicinato alla musica?
Sono cresciuto a Verona in un ambiente ricco di musica—CD e musicassette in casa, cori Gospel, influenze giamaicane dei Wailers e Bob Marley fino a quelle Ghanesi di Daddy Lumba, e qualche sprazzo di musica country—un mix che mi ha fatto innamorare della musica e del ritmo fin da bambino.
2. Come descriveresti il tuo stile e quali influenze principali ti hanno formato?
Il mio sound è un mix di grime, trap, garage e Afro‑Trap, arricchito con il mio background ghanese. Ho assorbito il Grime inglese (Wiley, Dizzee Rascal), hip‑hop old school (tipo Busta Rhymes), e Afro‑rap come Sarkodie. Ad oggi rappresento un sound underground Afro Europeo tipico della diaspora.
3. MTV Spit nel 2014: che ricordi hai e cosa ti ha insegnato?
Ho partecipato alla terza edizione di MTV Spit (autunno 2014), eliminato alla seconda puntata. Ma è stata una grande occasione per farmi conoscere e testare la mia forza nei duelli freestyle. Il contesto televisivo è dello spettacolo italiano è molto particolare e con il senno di poi riconosco che la mia presenza era più di contorno per rappresentare l’inclusione della scena hip hop italiana più che per farmi effettivamente partecipare e vincere.
4. Italian’s Got Talent e Real Talk: come ti hanno influenzato?
Italy’s Got Talent e stato un palco per farmi conoscere e a dire il vero non creo una sorta di sindrome del impostore, per negli anni a venire i commenti negativi e i giudizi dei colleghi che non approvano la mia scelta mi portarono a pensare che forse non ero così forte come pensavo; Real Talk invece è stato il momento di riscatto dove dopo anni di autocritica e analisi, ho mostrato la mia maturità artistica e forza d’espressione. È stato il momento in cui mi sono tolto dei sassolini dalla scarpa.
5. Come nascono i tuoi testi e qual è il tuo processo creativo?
La scrittura nasce dalla passione e dal desiderio di raccontarmi e raccontare. Nel progetto Outsider, ho fatto due anni di ricerca sulle mie origini, musica, cultura. I testi riflettono crescita personale e identità. Poi ovviamente ci sono quei testi in cui la voglia di chiudere barre regna incontrastata però ad ora questo aspetto sta quasi passando in secondo piano.
6. “Made in Italy” in rotazione su NovaHot22: cosa rappresenta per te?
Il mio singolo Made in Italy rappresenta in modo satirico il confronto tra le mie radici italiane e la mia cultura africana. È una celebrazione della mia identità complessa e unica. L’idea di utilizzare il campione di Gigi Dag era proprio per andare a sottolineare questo aspetto.
7. Il mercato musicale italiano è “indietro”, biancocentrico: come migliorarne la situazione?
Servono visibilità reale per artisti afro‑discendenti, sostegno strutturale, diversità nei media e apertura della scena musicale. Avere piattaforme inclusive è fondamentale per migliorare veramente. Ma penso anche però che le comunità afro musicali in Italia debbano davvero ghettizzarsi un po’ e iniziare a crearsi il proprio bacino d’utenza. Nel nostro caso musica nera per gente nera, musica che parli di noi delle nostre storie, solo così mostreremo all’italia che siamo una realtà e attireremo l’attenzione degli investitori.
8. Come vedi l’evoluzione del rap/hip hop in Italia?
Sta crescendo: c’è più spazio per suoni alternativi e diversificati. Ma per vera evoluzione serve aprirsi a culture diverse, combinando identità locali con contaminazioni internazionali.
Penso anche che gli ascoltatori più giovani facciano davvero davvero molta fatica a portare il dovuto rispetto a chi c’era prima specialmente se i numeri di questi artisti non rispecchiano l’ideale di successo, questo lo trovo sbagliato e piuttosto superficiale.
9. Artisti con cui sogni di collaborare?
In Italia mi piacerebbe collaborare con Neffa e Gue. A livello internazionale, un sogno sarebbe lavorare con Wiley in UK e Busta Rhymes.
10. La sfida più grande nella tua carriera finora?
Essere un artista afro‑italiano in un contesto prevalentemente bianco: sentirsi spesso outsider, dover dimostrare più di altri. Ma questa diversità è ora la mia forza. Noto che tanti miei colleghi, non tutti eh ma tanti miei colleghi arrivano quasi a mettersi in ridicolo pur di rimanere rilevanti e io ringrazio dio di non aver mai avuto bisogno di fare ciò.
11. Altri progetti o passioni oltre alla musica?
Mi sto dedicando anche alla mia etichetta di artist development che si chiama StoneDust LTD assieme a Filippo Rizzo. Per il resto la mia passione sono i film drammatici poi faccio il papà e il marito a tempo pieno.
12. Consiglio a un giovane artista rap italiano?
Marketing, Marketing e ancora Marketing! Sii autentico, persevera, accetta critiche ma fai sempre a modo tuo.
13. Cosa aspettarsi nei prossimi mesi?
Sto lavorando a un nuovo progetto. Rimanete sintonizzati!
L’intervista con Blackson lascia il segno: il suo percorso non è soltanto quello di un rapper, ma di un uomo che ha trasformato la condizione di outsider in forza creativa. Tra il peso dell’essere afro-italiano in un mercato musicale biancocentrico e la voglia di aprire nuove strade per le generazioni future, Blackson dimostra che autenticità e perseveranza sono l’unica vera chiave di successo. Se il presente è Made in Italy, il futuro promette di essere ancora più grande, radicato e internazionale. E noi saremo lì ad ascoltarlo.
Se vi siete persi l’articolo dedicato alla sua discografia, al suo percorso musicale e al singolo attualmente in rotazione su NovaHot22, potete recuperarlo qui:






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